Giuseppe Verdi 1813-2013


Penna commemorativa per il duecentesimo dalla nascita.

Edizione limitata
200 esemplari numerati nella versione stilografica
200 esemplari numerati nella versione a sfera

In occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, D- PARMY crea una penna da collezione producendo un'edizione numerata di 200 stilografiche e 200 sfere dipinte a mano.
Le penne ricavate dal Bois de Rose (Legno di rosa) sono un omaggio al grande compositore nato il 10 ottobre 1813, a Roncole di Busseto, nel Ducato di Parma.
Ogni esemplare è unico e presenta, su una tarsia in Acero, il ritratto del maestro circoscritto da sottili ed eleganti anelli di Ebano.
L'effigie, dipinta a mano, è ispirata al celebre ritratto di Verdi realizzato da Giovanni Boldini, opera riconosciuta tra le più fisionomicamente somiglianti.
Sempre a mano sono dipinte la firma del musicista, l'anno di nascita e l'anno di ricorrenza.
Il pennino è in oro massiccio 18 K-750 con punta in iridio. Gli altri componenti metallici sono in alta lega di ottone dorata, inclusa la clip a chiave di violino.
La pigna all'estremità della penna è un elemento decorativo ricorrente nei mobili dell'Ottocento e si lega simbolicamente all'immortalità dell'opera del grande maestro.
La custodia è realizzata completamente a mano in legno massello di Mogano con vetro di Murano.

Legni musicali

L'essenza scelta per le sfere e le stilografiche di Giuseppe Verdi è il Bois de Rose, un legno molto duro e pregiato, già impiegato nella fabbricazione di mobili e strumenti musicali.
Nel XVIII e XIX secolo era ampliamente utilizzato da intarsiatori ed ebanisti italiani, francesi e inglesi. Come il Bois de Rose anche l'Ebano,
presente nella tarsia che fa da cornice al ritratto, ha un legame simbolico con Verdi e la sua musica,
essendo scelto per la costruzione di flauti, clarini e per i tasti dei pianoforti.

L'iconologia della pigna

La pigna è associata alla solidità del legno, alla forza vitale e all'immortalità della resina e delle foglie perenni del pino, pianta di cui è frutto.
Nel mondo greco la pigna era ricondotta a Dioniso, Dio legato ai misteri della morte e della rinascita, alla rigenerazione e alla resurrezione.
In alcune opere il bastone dionisiaco, il tyrso, termina con questo frutto.
La pigna compare frequentemente come elemento figurativo dell'architettura romana ed è ripresa dal cristianesimo soprattutto nell'arte romanica scolpita su capitelli e archivolti.
Nei mobili dell'Ottocento è un ornamento considerato ben augurante.
Per l'anniversario della nascita di Verdi, la scelta della silhouette della pigna per la sommità della penna,
diventa chiaro riferimento simbolico alla rinascita e all'immortalità della musica e dell'intera opera del Maestro.